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Euffreducci
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Gli mwbqEuffreducci (anche mwbgEufreducci o mwbwUffreducci) furono un'antica famiglia mwcanobiliare mwcqitaliana, originaria delle mwcgMarche e oggi estinta.

Fondatore della dinastia, sebbene tracce delle proprie origini potrebbero risalire fino al mwdaX secolo, fu un feudatario di nome Falerone, figlio di Corrado e fratello di Rinaldo, vissuto nel mwdqXIII secolo.

La famiglia risiedette stabilmente in mwdwFermo sin dal mwea1380, dimorando nella storica mweqNobile Contrada Fiorenza e facente parte di quelle mwegfamiglie dette de regimine, ovvero coloro che avevano il potere di aspirare alle più alte mwfamagistrature cittadine. Proprio di questa città tennero mwfqmwfgde facto le redini due esponenti della famiglia in due diverse occasioni: il primo fu il tiranno mwfwOliverotto Euffreducci, nel mwga1502, e il secondo fu mwgqLodovico Euffreducci, dal mwgg1514 al mwgw1520.

Contents

Storia
Origini
Note

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Storia

Origini

La famiglia Euffreducci aveva origini nobili e molto antiche, ma le fonti riguardanti la propria storia agli albori sono scarse.

Si sa che sin dal mwjgX secolo la famiglia era mwjwfeudataria della signoria di mwkaFalerone, un piccolo borgo nell'entroterra delle mwkqMarche (oggi facente parte della mwkgProvincia di Fermo).cite-ref-l-1-0[1]

Secondo lo storico mwmaPompeo Litta Biumi (mwmqdispensa continuata dal collaboratore mwmgLuigi Passerini Orsini de' Rilli), che parla di questa dinastia nel suo mwmwmwnaFamiglie celebri italiane, il capostipite degli Euffreducci fu un certo Falerone, un potente feudatario, signore di Falerone e Castel Manardo e con diritti territoriali su Castell'Agello (oggi parte di mwnqAmandola) e Monte Passillo (oggi parte di mwngComunanza).cite-ref-plb-2-0[2] Il Litta riporta che Falerone fu figlio di un Corrado, aveva per fratello un Rinaldo e aveva come avo un certo Giberto (sia il padre sia l'avo dominarono in precedenza sul feudo di Falerone).cite-ref-plb-2-1[2] Inoltre, viene riportato una possibile, seppur non comprovata, discendenza da un conte Sigifredo da mwpwLucca vivente nel mwqaX secolo e stabilitosi nel territorio del mwqqPiceno.cite-ref-plb-2-2[2]

Comunque, pressoché certa è la ricostruzione genealogica a partire da Falerone e in lui è riconosciuto il ruolo di capostipite.cite-ref-plb-2-3[2] Falerone si maritò nella famiglia mwswDa Varano, avendo sposato Gualterunda, figlia del signore mwtaGentile I da Varano di mwtqCamerino.cite-ref-plb-2-4[2] Da questa ebbe almeno due figli, Pietro e Uffreduccio.cite-ref-plb-2-5[2]

Pietro sposò una certa Altadia, figlia di Ruggero da Poggio al Monte, e nel mwvw1286 vendette i feudi di Castel Manardo e di Villa di Valle.cite-ref-plb-2-6[2] Uffreduccio, invece, fu colui tramite il quale continuò la discendenza.

Da Uffreduccio nacquero due figli (Ruggero e Paolo) e una figlia (Fontaneve).cite-ref-plb-2-7[2] Fontaneve, maritata con un Grimalduccio, ottenne nel mwyq1333 il permesso pontificio di fondare un monastero agostiniano presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena.cite-ref-plb-2-8[2] Ruggero, invece, era cittadino di Fermo e acquistò nel mwzg1299 la signoria di mwzwSmerillo da Francesco di Alberico.cite-ref-plb-2-9[2] Paolo, infine, continuò la discendenza col figlio Uffreduccio.cite-ref-plb-2-10[2]

Da Falerone a Fermo

Nel mweq1350 il feudo storico di famiglia, Falerone, venne assediato dal signore mwegGaleotto I Malatesta e da quel momento non fu mai più nel pieno dominio degli Euffreducci.cite-ref-plb-2-11[2] Tale evento causò varie discordie e tumulti che portarono all'istituzione di un consiglio il 18 settembre mwfw1380, che intimò ad Uffreduccio di Paolo ad abitare nella città di Fermo.cite-ref-plb-2-12[2] Così, sin da quel giorno, la dinastia degli Euffreducci dimorò sempre in questa città e nella stessa zona, nella storica mwhaNobile Contrada Fiorenza.cite-ref-plb-2-13[2]

A Fermo la famiglia fece costruire un proprio edificio, mwigPalazzo Euffreducci (oggi sede del Liceo Ginnasio Statale "mwiwAnnibal Caro"), e qui ottenne il diritto di far parte delle famiglie dette mwjade regimine, ovvero di coloro che avevano il diritto di partecipare agli affari pubblici e sedere nelle più alte e importanti mwjqmagistrature cittadine.cite-ref-plb-2-14[2]

Tommaso di Uffreduccio di Paolo fu un illustre e rinomato mwkwmedico, attivo per lungo tempo a mwlaFano e spostatosi nel mwlq1388 a Fermo.cite-ref-plb-2-15[2] In lui venne in passato riconosciuta la creazione della "mwmgnobiltà" della sua famiglia, chiaramente non facendo riferimento a quella di titoli e sangue ma a quella di spirito.cite-ref-plb-2-16[2]

Successivamente la famiglia ottenne la mwoaContea di Montechiaro e tra i suoi membri si susseguirono podestà, capitani del popolo, militari e magistrati.cite-ref-plb-2-17[2]

Oliverotto Euffreducci: tiranno di Fermo

Ma tra tutti, l'esponente più famoso della famiglia degli Euffreducci fu senza alcun dubbio mwraOliverotto Euffreducci. Egli fu un abile militare, che combatté in importanti imprese e battaglie principalmente al servizio dei fratelli mwrqVitelli di mwrgCittà di Castello (mwrwCamillo, mwsaPaolo e mwsqVitellozzo Vitelli).cite-ref-o-3-0[3] Lottò a fianco di importanti condottieri come il signore mwtgGiampaolo Baglioni di mwtwPerugia, il marchese mwuaFrancesco II Gonzaga di mwuqMantova e il signore mwugJacopo IV Appiano di mwuwPiombino.cite-ref-o-3-1[3] Nel mwwa1499 venne fatto prigioniero in due occasioni, prima dai mwwqVeneziani e poi dai mwwgFiorentini, ma venne graziato.cite-ref-o-3-2[3] Entrato in contatto con mwxwCesare Borgia, detto "il Valentino", combatté per lui affiancandolo in varie imprese e in questo periodo ottenne anche numerose cariche nella natia Fermo.cite-ref-o-3-3[3]

L'8 gennaio mwzq1502, forte del sostegno del Borgia, figlio di mwzgpapa Alessandro VI, l'Euffreducci rientrò inaspettatamente a Fermo con un forte contingente armato e, con l'aiuto di alcuni complici e guardando alle discordie che dilaniavano l'aristocrazia cittadina, prese il potere con la forza.cite-ref-o-3-4[3] La sua ascesa si tinse di sangue, poiché mirò ad eliminare e trucidare i principali esponenti politici del governo e dell'aristocrazia cittadina, compresi i suoi stessi parenti, come fu per suo zio Giovanni mw0wFogliani, che lo aveva accolto e allevato dopo che l'Euffreducci era rimasto orfano giovanissimo.cite-ref-o-3-5[3]

Dopo la strage, parte dell'aristocrazia gli si assoggettò e lui abolì ogni magistratura (ad eccezione del Priorato), limitando altre istituzioni.cite-ref-o-3-6[3] Istituì il nuovo ufficio, di durata annuale, con i Dodici Governatori della Città (due membri in rappresentanza di ciascuna mw3qcontrada fermana) e questi avrebbero risposto direttamente all'Euffreducci del loro operato.cite-ref-o-3-7[3] Costituì, in tal modo, un potere pressoché assoluto.cite-ref-o-3-8[3]

Dalla furia, almeno formale, del governo pontificio, l'Euffreducci si salvò con gravose somme pecuniarie e tassazioni.cite-ref-o-3-9[3] Riuscì a tessere una serie di alleanze con le città e i comuni vicini, ma il suo precario potere non fu esente da tentativi di congiure a suo danno.cite-ref-o-3-10[3]

Ma la volontà del Borgia a creare uno Stato assoluto nell'mw-gItalia centrale, anche eliminando le signorie da lui stesso instaurate nelle persone dei suoi più fidi alleati e capitani, spinsero l'Euffreducci ed altri ad organizzare quella che fu nota come mw-wCongiura della Magione e cercare di distruggere il Borgia.cite-ref-o-3-11[3] Ma, anche con la minaccia dell'intervento del re mwaqaLuigi XII di Francia, la fragile alleanza fallì nell'intento e il Borgia meditò la vendetta.cite-ref-o-3-12[3] Fece credere che non avesse alcun risentimento nei confronti dei suoi capitani e che questi potessero ritornare nelle sue file, così dopo poco tempo si ritrovarono tutti i principali congiuratori insieme nella città di mwaquSenigallia e il Borgia partì da Fano con un numeroso contingente armato.cite-ref-o-3-13[3] Giunto in città, con una scusa il Borgia li invitò a rimanere presso di lui e riuscì così ad attuare la meditata vendetta: tutti vennero arrestati ed uccisi, con le loro truppe alleate massacrate, in quella che è nota come mwaqoStrage di Senigallia (31 dicembre 1502 – 18 gennaio mwaqs1503).cite-ref-o-3-14[3]

La notizia della strage, anziché sdegno, generò elogi e ammirazione per il mwaremachiavellico inganno.cite-ref-o-3-15[3] A Fermo, la notizia della morte del tiranno fece esaltare di gioia il popolo, che saccheggiò il palazzo dell'Euffreducci e le case dei suoi parenti ed alleati, per poi assoggettarsi spontaneamente all'autorità del Borgia.cite-ref-o-3-16[3]

Molti membri della famiglia Euffreducci vennero esiliati e vennero loro confiscati i beni.cite-ref-o-3-17[3] Le antiche magistrature vennero ripristinate e il nome di Oliverotto Euffreducci bandito.cite-ref-o-3-18[3]

Lodovico Euffreducci: signore di Fermo

Dopo la strage ordita dal Borgia a Senigallia, tra coloro che fuggirono ci fu Celanzia mwasudegli Oddi, vedova di Tommaso Euffreducci (assassinato nel mwasy1498), che fortuitamente riuscì a salvarsi e rifugiarsi a mwascPerugia nella casa paterna con i figli (mwasgLodovico, Giovanna, Caterina e Zenobia Euffreducci).cite-ref-l-1-1[1]

In Lodovico ardeva la speranza di rientrare in patria e non perse tempo ad approfittare del fatto che, morto mwas4papa Giulio II nel mwas81513, la sede pontificia era vacante.cite-ref-l-1-2[1] Così, fece istanza affinché il governo di Fermo lo reintegrasse nei suoi diritti di cittadino e lo riammettesse in città.cite-ref-l-1-3[1] Ma, rifiutate le sue richieste, passò ai fatti.

Il 9 marzo del 1513 conquistò il castello di Falerone, l'antico e originario feudo familiare, e qui radunò tutti i fuoriusciti, i seguaci della sua famiglia e un grosso contingente armato, pronto ad attaccare Fermo.cite-ref-l-1-4[1] Ma, nella paura di una ben più estesa rivolta, venne contrastato dal governo pontificio e dovette rinunciare all'impresa.cite-ref-l-1-5[1]

Tuttavia, la di lì a poco elezione al soglio pontificio di Giovanni de' Medici come mwau0papa Leone X cambiò le sorti.cite-ref-l-1-6[1] Infatti, l'Euffreducci era alleato dei mwaviMedici ed era stato in passato paggio proprio di quello che ora era il nuovo pontefice.cite-ref-l-1-7[1]

Così, il 24 marzo mwavg1514, con l'aiuto della famiglia mwavkBaglioni e di altri alleati, l'Euffreducci entrò trionfante in Fermo e venne accolto sorprendentemente in giubilo dalla popolazione, sebbene non mancarono proteste.cite-ref-l-1-8[1] Venne acclamato signore di Fermo, si dichiararono abolite le sentenze di bando e di confisca dei beni e i fuoriusciti furono fatti rientrare e perdonati.cite-ref-l-1-9[1]

Successivamente, in due occasioni, approfittando dell'assenza dell'Euffreducci dalla città, ci furono due tentativi di spodestato, che tuttavia fallirono.cite-ref-l-1-10[1] Poi Carlo Baglioni, bandito da Perugia, unitosi ai mwawcDella Rovere, attaccò Fermo e la saccheggiò.cite-ref-l-1-11[1] La famiglia Brancadoro accusò del fatto l'Euffreducci e ciò generò una serie di scontri tra le due fazioni, che culminarono con l'ordinato e riuscito omicidio di Bartolomeo Brancadoro.cite-ref-l-1-12[1] Il Consiglio Generale di Fermo, il 3 febbraio mwaxa1520, dichiarò l'Euffreducci ribelle e nemico della città e della Chiesa ed il papa ordinò che fosse fatto prigioniero.cite-ref-l-1-13[1]

mwaxyNiccolò Bonafede, mwaxcvescovo di Chiusi, fu nominato governatore della Marca con poteri assoluti e, dopo varie trattative e vicende susseguitesi, il 20 marzo 1520 spinse l'esercito pontificio ad affrontare i ribelli e ottenne una strepitosa vittoria.cite-ref-l-1-14[1] L'Euffreducci fu ferito mortalmente e il suo corpo venne esposto pubblicamente come monito per i vinti, prima di essere fatto seppellire fuori le mura cittadine di Fermo (poi, dopo dieci anni, rientrato all'interno delle mura ed inumato nella tomba di famiglia nella mwaxwChiesa di San Francesco).cite-ref-l-1-15[1]

Vicende successive e fine degli Euffreducci

Lodovico, sebbene sposato, non ebbe discendenza ed aveva solo sorelle femmine e nessun fratello che potesse continuare la dinastia. Nemmeno gli zii Oliverotto e Battista avevano avuto eredi.

Tuttavia, è noto che si distaccarono dal ceppo principale due rami. Il primo fu quello di un Giacomo Euffreducci, da cui originò un ramo nella città di mwayqFano che durò fino alla seconda metà del mwayuXVII secolo, dando i natali ad illustri esponenti per la storia cittadina.cite-ref-plb-2-18[2] Il secondo fu quello di un Tommaso Euffreducci, che, rimasto estraneo ai delitti commessi dai parenti Oliverotto e Lodovico, fu il progenitore di una linea che continuò a risiedere a Fermo e che durò fino ai primi del XVII secolo.cite-ref-plb-2-19[2]

Così, anche con la morte di questi due rami nel XVII secolo, si può considerare del tutto estinta la dinastia degli Euffreducci.

Genealogia

Fonti:cite-ref-l-1-16[1]cite-ref-plb-2-20[2]cite-ref-o-3-19[3]

Personaggi illustri

Fonti:cite-ref-l-1-17[1]cite-ref-plb-2-21[2]cite-ref-o-3-20[3]

Tra gli esponenti della famiglia degli Euffreducci, i membri più illustri, che ricoprirono importanti incarichi, furono i seguenti:

• mwaa8Falerone (mwabaXII secolo) fu il capostipite della dinastia e il signore feudatario di mwabeFalerone, Castel Manardo, mwabiCastell'Agello, mwabmMonte Passillo;
• mwabuTommaso Euffreducci († mwaby1403) fu un illustre mwabcmedico attivo a mwabgFano e mwabkFermo;
• mwabsGiovanni Euffreducci († mwabw1450), illustre mwab0magistrato, fu mwab4ambasciatore, mwab8podestà e mwacacapitano del popolo di molte città e fu nominato mwacesenatore di Roma nel mwaci1445;
• mwacqLodovico Euffreducci († mwacu1490 circa), conte di Montechiaro e cavaliere, fu un illustre mwacymagistrato, che tenne il governo di molte città delle mwaccMarche e fu mwacgsenatore di Roma nel mwack1452, mwaco1453, mwacs1454, mwacw1464 e mwac01465;
• mwac8Giovanni Euffreducci (mwadaXV secolo) fu un mwadeconsigliere (mwadi1476), mwadmpriore (mwadq1478) ed il padre del celebre mwaduOliverotto Euffreducci
• mwadcTommaso Euffreducci († mwadg1498) fu un militare, più volte mwadkconsole per la mwadoNobile Contrada Fiorenza di mwadsFermo ed il padre di mwadwLodovico Euffreducci;
• mwad4mwad8Oliverotto Euffreducci (c. mwaea1473 – mwaee1503) fu un celebre mwaeicondottiero, che combatté principalmente al fianco dei fratelli mwaemVitelli e di mwaeqCesare Borgia e che riuscì a divenire signore e tiranno di mwaeuFermo tramite metodi brutali e sanguinosi, per poi finire assassinato nella mwaeyStrage di Senigallia, dopo aver tentato di distruggere il Borgia con la mwaecCongiura della Magione;
• mwaekBattista Euffreducci († mwaeo1510) fu un uomo di grande autorità in patria e al di fuori di essa, mwaespodestà di Milano (mwaew1496), mwae0ambasciatore presso mwae4Federico d'Aragona, mwae8re di Napoli (mwafa1498), e fu uno degli uomini cardine della tirannia del fratello mwafeOliverotto Euffreducci; per ciò, dopo i misfatti del fratello, venne bandito e privato dei beni nel mwafi1504 e morì esule;
• mwafqmwafuLodovico Euffreducci (mwafy1497 – mwafc1520) fu l'unico figlio maschio di Tommaso e Celanzia mwafgdegli Oddi, che, dopo i misfatti dello zio mwafkOliverotto Euffreducci, riuscì a ripararsi a mwafoPerugia grazie alla madre. Successivamente, intento a tornare in patria, conquistò mwafsFalerone e poi, grazie all'elezione di mwafwpapa Leone X, riuscì a rientrare e diventare signore di mwaf0Fermo dal mwaf41514. Tuttavia, dopo vari eventi cruenti, entrò in contrasto con il governo pontificio e venne infine sconfitto mortalmente in battaglia.

Note

cite-note-l-11. citereftreccani-lodovico-euffreducci-dizionario-biograficoRaffaella Zaccaria, mwaicmwaigEUFFREDUCCI, Lodovico, in mwaikmwaioDizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwaisURL consultato il 22 marzo mwaiw2021.
cite-note-plb-22. mwalomwalsmwalwFamiglie celebri di Italia. Euffreducci di Fermo / P. Litta, su mwal0gallica.bnf.fr. mwal4URL consultato il 22 marzo mwal82021.
cite-note-o-33. citereftreccani-oliverotto-euffreducci-dizionario-biograficoRaffaella Zaccaria, mwaosmwaowEUFFREDUCCI, Oliverotto, in mwao0mwao4Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mwao8URL consultato il 22 marzo mwapa2021.

Bibliografia

• citereflittaPompeo Litta Biumi, Famiglie celebri di Italia. Euffreducci di Fermo, Milano, 1861. Ospitato su https://gallica.bnf.fr.

Voci correlate
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